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Fino alla generazione precedente, la principale attività del lavoratore gragliese era il selciatore: con vanto dichiarava di aver ristrutturato e selciato piazze, vie di Torino, Aosta, Chambery, Lione, Parigi e altri centri piemontesi e svizzeri, dimostrando ineguagliabile abilità. Vi sono stati anche grandi costruttori, che hanno operato non solo in Italia, ma in Francia, Romania, Cina, Persia e Brasile. Oggi le professioni sono più diversificate, ma possiamo contare ancora numerose e preziose attività. L'artigianato, l'intelligenza e la creatività dell'uomo, ne sono custodi. La montagna che forma un'ampia, aperta, luminosa valle è arricchita da alpeggi di proprietà comunale abitati nei mesi estivi da mandrie della tipica "mucca pezzata rossa d'Oropa": Amburnero di Graglia, Paglie di sopra, Bric paglie, Pianetti, Senioli sotto e sopra, Chignole, Staveglio, Boretto primo e secondo, Balma, Lasazza, Buscaglione, Gnum, Lace di sotto e sopra, Binelli, Pian Masere. I margari sono i custodi della preziosa "mucca pezzata rossa d'Oropa", la razza più valida per i nostri terreni e alpeggi, con il cui latte producono il tipico formaggio locale: la "toma".Dopo la fiera di primavera inizia la transumanza verso gli alpeggi più bassi, fino a raggiungere a luglio gli alpeggi più alti (Pian Masere e Buscagliene).
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Passo dopo passo ci riportiamo fino alla cima del Mombarone, 2373 metri, dominata dal monumento a Gesù Cristo, una costruzione in pietra sormontata dalla statua bronzea alta 17m. Accanto si trova il ristrutturato rifugio gestito dalla Pro Loco del Santuario, che può dare vitto e alloggio e a 60 persone.Per chi ama la natura e le meraviglie del creato la montagna di questo solitario Biellese offre in ogni stagione una goccia di paradiso.

In primavera il verde dei pascoli si arricchisce di mille colori, le primule gialle, i bianchi e violetti crochi, le campanule, gli anemoni dei boschi, i rosa dei denti di cane, i piccoli fiori blu. A maggio, la fioritura dei vecchi faggi, le azzurre genziane, i narcisi, i gerani selvatici e le profumate fragoline di bosco. Con l'avanzare delle stagioni e lo sciogliersi delle nevi, salendo verso l'alto, troveremo le prime pareti rocciose che circondano gli alpeggi più in quota e, tra le spaccature dei graniti, ciuffi di primule rosa, i gialli fiori dell'arnica montana e i montani garofani rosa, piante grasse con fiori rosso-viola e i fiori bianchi degli anemoni alpini.
La fascia di brughiera offre macchie rosa di erica, distese di rododendri che si accompagnano a mirtilli con una infinità di erbe aromatiche. A luglio, in alcune zone, si trova una ricca distesa di genziane alte anche 60 cm. L'autunno si colora di dorati boschi di betulle e di faggeti. Non di rado è possibile vedere marmotte e caprioli. |
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L'acqua è il tesoro più prezioso di Graglia per la sua purezza, le sue qualità e la grande abbondanza. Alla storia dell'acqua è legata l'evoluzione e lo sviluppo del paese stesso. L'opera più antica, avvolta dalla leggenda, è la canalizzazione di parte del torrente Janca che è andata a formare la roggia detta "dei Saraceni", la quale fino agli anni '50 scorreva limpida a cielo aperto, lungo la strada che da Bagneri scende a valle, ora invece è tutta intubata.Questa roggia è servita e serve per l'irrigazione e la formazione in ogni cantone dei lavatoi: le donne vi lavavano il bucato, inginocchiate su sgabelli lignei, fregando i panni su lastre di pietra affiancate le une alle altre.
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L'origine del Santuario di Graglia risale al principio del sedicesimo secolo, quando il parroco del paese, don Nicola Velotti, sull'esempio di quanto fatto un secolo prima sul Sacro Monte di Varallo, pensò di trasformare il colle di San Carlo (sulla cui sommità da tempo esisteva una chiesetta) in Calvario. Il progetto del sacerdote, sicuramente grandioso, consisteva nel costruire sul suddetto colle un tempio e, partendo dalla chiesa di Campra, ben cento cappelle, ognuna delle quali doveva contenere statue a grandezza naturale rappresentanti scene della vita di Gesù Cristo. I lavori ebbero inizio nel 1616, ma con la morte don Velotti rallentarono ed il progetto mutò . Ebbe inizio la costruzione della chiesa della Madonna di Campra nel 1621 e finalmente nel
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