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Cultura e monumenti   

 

è degna di segnalazione, nel centro storico,  la parrocchia di Santa Fede costruita alla fine del secolo XVII a pianta longitudinale a tre navate, consacrata nell'anno 1601 e ampliata nel 1667. L'icona su tela è opera pittorica settecentesca eseguita da Puccinardi di Bergamo della scuola di Tiepolo. L'altare maggiore e la balaustra, opera di Giacomo Marchesi e Stefano Alloucio, sono tra i più caratteristici del biellese per la varietà dei marmi e la particolarità architettonica. La chiesa conserva stucchi settecenteschi completati da ricca decorazione pittorica e da alcune figure tra cui i quattro evangelisti del Morgari. Gli ultimi restauri sono stati eseguiti nel 1886.  Da fonti attendibili di archivio esisteva già nel 1574 la confraternita di Santa Croce, edificata allora con l'attuale struttura ad unica navata, e cappelle laterali, nel 1639 sui resti dell'antico castello, del quale è rimasto il torrione. Sono custoditi preziosi reliquari e stalli del coro scolpiti nel 1727 dallo scultore Flecchia di Biella. Pregevole pezzo storico è l'organo del Ragozzi, costruito nel 1769, uno dei pochi strumenti dell'epoca ancora integro nella sua fattura originale, ancora suonato  oggi nelle varie ricorrenze. La confraternita è ubicata in Piazza Astrua, al centro della quale si erge il monumento raffigurante un alpino che ricorda i caduti delle due guerre, opera dello scultore veronese Giuseppe Non. Un altro piccolo gioiello è la chiesetta della Madonna della Neve, la cui costruzione fu intrapresa  nel 1624 in regione Campra: edificio a croce greca con il tipico campanile biellese in cotto. La facciata conserva solo parzialmente affreschi del pittore Paolo Giovanni Crida. Le antiche strutture abitative del paese risalgono al Seicento, Settecento e primi dell'Ottocento, sono note per i loggiati architravati o ad arco che ricoprono l'intera facciata a sud e per la composizione planimetrica dei "cantoni", antenati delle moderne case a schiera. La frazione Vagliumina è parrocchia indipendente con proprio cimitero. La frazione Merletto ha un territorio più montano con la sua chiesa e l'antica casa parrocchiale, che per un certo periodo fu anche sede di scuola elementare. Il nucleo abitativo più antico è cantone Valle con la sua chiesa, la piccola piazza e numerose case di antica origine, oggi quasi totalmente ristrutturate. Infine, degno di particolare attenzione è il museo di scienze naturali ubicato in piazza Crida, con una pregevole collezione tassidermica di ornitologia, (572 capi e 363 specie provenienti da tutta Europa).

A Graglia si svolgono numerose manifestazioni, la più suggestiva delle quali è la processione degli Incappucciati, che si tiene la sera del Venerdì Santo, con il corteo dei confratelli rivestiti di camice rosse con cappuccio e delle donne abbigliate di un abito di tela di tessuto di canapa (che anticamente si filava e tesseva nelle case) tinto con lo zafferano per ottenere un caldo colore giallo, a cui sopra è appoggiata una stola rossa, la "pazienza". La processione parte dalla Confraternita e attraversa le vie del paese.

Altra ricorrenza è la festa della Madonna della Neve, celebrata nella chiesa di Campra ogni 5 agosto con la frequentatissima messa dell'alba alle 4,30 del mattino. Questa festa è preceduta dalla Novena, contemporaneamente la Pro Loco di Graglia per dieci giorni si dedica, in un padiglione coperto, all'allestimento di pranzi, cene, balli, proiezioni e gare bocciofile. L'utile ricavato viene devoluto in beneficenza. Tutto il paese è coinvolto: per tradizione che tutti i gragliesi non residenti tornano con le proprie famiglie per partecipare a questa festa.

La prima domenica di settembre si svolge la processione delle parrocchie di Graglia e Mongrando al Santuario,  con la presenza delle autorità comunali e dell'amministrazione del Santuario.

La fiera, organizzata dalla Pro Loco di Graglia il terzo sabato di maggio,  vede l'allegra partecipazione degli allevatori e la premiazione delle mandrie. La terza domenica di luglio ha luogo la sagra dell'artigianato e della toma, organizzata dalla Pro Loco di Graglia Santuario: manifestazione ormai a carattere extra regionale.

L'8 dicembre vi è la festa dell'Immacolata: la Madonna viene portata in processione da quattro ragazzi, detti "i quat pu bij ", eletti dalle due priore;  nei tempi passati questa festa coincideva con il ritorno in famiglia dei muratori e selciatori stagionali. Nel periodo natalizio il teatro comunale apre al pubblico ed espone una tipica ed originale opera di Valmore Pezzato, espressione della capacità inventiva di un entusiasta di questa valle: sono riprodotti in miniatura chiese e costruzioni tipiche di Graglia e Muzzano e i tre celebri santuari biellesi, Oropa, Graglia e San Giovanni di Andorno.

L'eco endecasillabo
Lungo il sentiero che dal Santuario di Graglia conduce a San Carlo, ha luogo uno dei fenomeni acustici più antichi e affascinanti che si conoscano. Raggiungendo un punto opportunamente segnalato e rivolgendosi verso il Santuario è possibile udire la parola che si è gridata dopo una frazione di secondo: la particolarità è che qui l'eco  può ripetere una parola di undici sillabe (provare a gridare: precipitevolissimevolmente). Gli studiosi, che già nel '700 conoscevano il fenomeno, lo spiegano appellandosi alla costruzione del complesso monumentale del Santuario e a la presenza di condizioni climatiche e ambientali particolari. Si tratta di un fenomeno raro e un'occasione da non perdere; esiste solo un altro "Eco endecasillabo" nel mondo, in una zona del Gran Canyon, negli Stati Uniti.

 

 

webmaster Matteo Pagliardi - ultimo aggiornamento: 26-04-09 - diritti di copyright riservati a "Proloco Graglia"