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L'acqua è
il
tesoro più prezioso di Graglia per la sua purezza,
le sue qualità e la grande abbondanza. Alla storia
dell'acqua è legata l'evoluzione e lo sviluppo del
paese stesso. L'opera più antica, avvolta dalla
leggenda, è la canalizzazione di parte del torrente
Janca che è andata a formare la roggia detta "dei
Saraceni", la quale fino agli anni '50 scorreva
limpida a cielo aperto, lungo la strada che da
Bagneri scende a valle, ora invece è tutta intubata.
Questa roggia è servita e serve per l'irrigazione e
la formazione in ogni cantone dei lavatoi: le donne
vi lavavano il bucato, inginocchiate su sgabelli
lignei, fregando i panni su lastre di pietra
affiancate le une alle altre. Esistono ancora molti
di questi lavatoi, anche se non rivestono più quella
fondamentale importanza che era loro un tempo, ma
difesi dalle donne del nostro paese per la loro
praticità. Affiancati ad essi, per l'acqua potabile,
ogni cantone possedeva un pozzo tutt'ora esistente.
I pozzi costituivano fino a pieno Ottocento una vera
ricchezza per il paese: in ogni abitazione si
trovavano allineati secchi in rame per attingere
l'acqua.
Alla fine del 1800, per merito di
Giuseppe Maffei, nato a Graglia nel 1821 e morto nel
1901, le usanze, il costume e la stessa evoluzione
del paese mutarono.
Il Maffei, segretario del senatore Rosazza, costruì
l'acquedotto, così che ogni cantone venisse dotato
della propria fontana, iniziando quella rete idrica
che, ampliata e seguita con particolare attenzione,
è ancora oggi un vanto del paese. Tra queste fontane
alcune sono degne di particolare attenzione: la
Monumentale sita davanti alla casa di riposo, opera
del Maffei, quella in pietra in cantone Gabina nel
prato di Maffei e opera dello stesso, la fontana in
piazza Astrua, quella esistente all'ultima curva
della strada che porta al Santuario e il celebre
Burnel all'interno del chiostro del Santuario.
Le sorgenti disseminate sul
territorio sono molte, di media e alta portata; la
più nota è quella che dà origine all'acquedotto in
regione Pianetti e quella di regione Caruzza, a
metri 1050, che fornisce l'acqua per l'industria
dell'imbottigliamento della fonte Lauretana in
frazione Santuario: l'acqua risulta la più leggera
d'Europa (residuo fisso 13,9 mg/1 su un litro
d'acqua) e altamente diuretica.
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